Ma sapere dove andare, è come sapere cosa dire

Lo ha detto anche la ‘povna nei commenti, il tema del blog, per quanto potesse aggradarmi dal punto di vista estetico, sotto l’aspetto funzionale era una ciofeca.

Sospetto che avevo già avuto a più riprese, e che mi si è confermato in agosto mentre gironzolavo per una volta da utente e non da scrivente.

C’erano un sacco di funzioni che non mi servivano a niente, mentre altre mancavano.

Gli archivi non erano fruibili in maniera rapida e dinamica, ma quel che era peggio, forse, era il fatto che tutte le funzionalità del blog erano ammassate a fondo pagina.

Pareva una roba progettata in epoca fascista ‘noi siamo contro la vita comoda’. E siccome questo è un blog antifascista e, per giunta, a me, la vita comoda, mica fa schifo, ecco, anche no.

Se non vi piace, ditelo senza remore. Che qua si sta in democrazia, e poi alla fine, il blog deve essere comodo per chi legge. Insomma anche per chi scrive, ma per chi legge di più.

E il cambiamento è il motore del mondo, quindi, si può cambiare ancora.

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28 thoughts on “Ma sapere dove andare, è come sapere cosa dire

  1. Mi piace. A essere puntigliosa, l’unica cosa che cambierei è la funzione per cui non c’è un fondo pagina, ma si caricano sempre automaticamente sotto altri post. Ma è una inezia, in realtà. E i cambiamenti sono fighi e necessari! 🙂

  2. Mi piace la punta di rosso. Ma, non c’è niente da fare, io e wordpress non ci siamo mai prese per il verso giusto, anche per il fatto che, alla fine, nel 90% dei casi, tutti i template si assomigliano un po’.

    1. Si, a meno di utilizzare quelli a pagamento, che non pare proprio il caso 😉 poi, rispetto alle piattaforme è anche molto questione di abitudine alla fine. Io ho iniziato con wp, mi ci trovo, non cambierei…

  3. Io mi accodo a Spersa (cioè….non so se anche nel senso di sperdermi, ma sulla modalità di lettura di sicuro….); del resto vengo a leggerti più per cosa/come scrivi che per come si vede!
    E poi, letto il post precedente, mi pare molto più chiaro anche il desiderio di cambiare, le domande sulla “funzione” del blog di cui dicevi nel post ancora precedente. Il tuo non è un blog personale, ma il blog fa parte della tua vita e non potrà che cambiare con te….
    Ti abbraccio.

      1. Come dicevo a Spesa qualche tempo fa, alla fine sono giunta a questa conclusione: lettura, Kindle; smart technology (telefono incluso), Mela; computer: pc

  4. Io sono di parte, quello che hai scartato è il mio tema e trovo che a livello di funzionalità sia davvero una ciofeca, a livello estetico molto nelle mie corde, miniml davvero minimal, però io mi ci sono un po’ affezionata, anche se l’idea del cambiamento mi agguanta sempre. Chissà. Tu in rosso sei bellissima, comunque.

    1. Quel tema l’ho amato moltissimo, da subito, che esteticamente era proprio il ‘mio’ tema. Ma che ogni volta che uno prova a far qualcosa debba sacramentare, ecco, anche no. oltretutto per come penso al blog nel divenire questo in effetti fuziona meglio. E poi io sono rossa, nell’animo

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