Vai, c’è sul radar la flotta di Vega/2

Tra le notizie di oggi, su Repubblica, sezione dedicata a Bologna, è comparso un interessante articolo.

Figlia 47enne, disoccupata, torna a vivere con la madre, 68enne. E fin qui. Cose che possono (anche) capitare.

La figliola, vegana e, a spanne, anche abbastanza convinta, ha dato di matto innanzi al ragù preparato con perizia dalla padrona di casa (incidentalmente, vi ricordo, colei che provvede ad affitto e bollette e che si è ripresa in casa questo boomerang in fase di rientro) e le ha soavemente comunicato che, se non l’avesse piantata con siffatta pratica le avrebbe piantato un coltello in pancia.

La signora si è (comprensibilmente) seccata e fors’anche (visto che mala tempora currunt tra le mura domestiche) preoccupata e son finite davanti al giudice di pace.

Il resto della vicenda, e pure la vicenda in sé, è senz’altro trascurabile.

Non foss’altro che mi sono immaginata mia madre (peraltro praticamente coetanea della signora) durante la scena.

Mia madre. Un donnino minuto che tutti considerano indifeso. Finché, of course, non la conoscono.

Mia madre, una donna, nei fatti, in grado di far filare col solo sguardo un’intera divisione della Wehrmacht.

Mia madre che non mi metteva a letto con la lucina e tutte ‘ste stronzate moderne. Spegneva la luce. E, a quel punto, ero tenuta a non rompere i coglioni se non in caso di effettiva necessità (e i casi di effettiva necessità si contavano sulle dita della mano, e ce n’era d’avanzo).

Mia madre che al mattino mi svegliava e io mi ritrovavo a scuola colazionata, lavata, pettinata e grembiulata senza soluzione di continuità.

Mia madre, che da nonna si è ammorbidita. Talmente tanto da incutere comunque un discreto timor panico alla minore.

Tutto questo per dire che:

  1. Se avessi anche solo importunato mia madre durante la cottura del ragù, sarei entrata immediatamente a farne parte.
  2. Che quattro calci in culo al momento giusto, sono solo formativi
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3 pensieri su “Vai, c’è sul radar la flotta di Vega/2

  1. Un termine che mi infastidisce molto è: “tolleranza”, che però sarebbe il minimo sindacale in ogni rapporto con altre persone, invece in un’epoca di globalizzazione delle comunicazione anziché cogliere l’opportunità di allargare i propri orizzonti, gli oltranzismi la fanno sempre più da padroni.

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