È una piccola storia ignobile, che vi voglio raccontare

Io non lo so quanta verità ci sia in questa vicenda pentastellata dei rimborsi.

Vi dirò, manco mi importa. Non li avrei votati comunque.

Dice un detto spagnolo: “si el río suena, piedras trae”. Se il fiume mormora, porta pietre.

Comunque non ha, davvero, importanza. La mettiamo via, con le collusioni di Silvio e gli intrecci con le banche di Matteo. E le porcate assortite dei leghisti dell’altro Matteo.

L’unica certezza è che in queste elezioni nessuno è autorizzato a fare la morale agli altri.

Purtuttavia, dovendo proprio scegliere, preferisco chi mi prende apertamente per il culo a chi mi prende per il culo e per buon peso mi fa anche la morale.

16 pensieri su “È una piccola storia ignobile, che vi voglio raccontare

  1. Lungi da me difenderli. Ma onestà esige di ricordare che il microcreditogate non appartiene, per classe logica, agli altri scandali da te evocati. Sono proprio logicamente non paragonabili, come non è paragonabile ciò che esige una reazione penale con ciò che esige una reazione morale con ciò che esige una reazione sociale. Perché le analisi politiche vanno fatte dividendo, dipanando e chiarendo anche e a maggior ragione su fatti che comprovano il nostro giudizio pregresso su quella forza, se no facciamo come loro. Dunque sono umani (ma va’?) e miserevoli (ma va’?) come tutti, ma proprio tutti noi. E scoprono che alla fine, ma dai, da una dignitosa rendita sulle soglie della povertà (perché da lì vengono, come la gran parte del ceto medio italiano, con stipendi soglia che considereremmo indegni se li leggessimo sulla carta) a quel po’ di benessere derivato dai rimborsi, restituire ogni mese tutti quei rimborsi è faticoso, ingiusto, e anche un po’ cretino. Perché (ma va’? – e tre) quando Giolitti e prima di lui Pericle avevano stabilito che i rimborsi elettorali devono essere alti non è che lo avevano fatto perché la sera prima avevano bevuto troppo, ma proprio per evitare che il rappresentante del popolo, il servitore dello Stato, iniziasse a imboccare quel treno di pensieri che porta a dire: “ma io me lo merito, di tenerli – la gente non capisce”. Il che peraltro è perfettamente vero, sia per quanto riguarda la uno, sia la due. Dispiace che in tutto questo pochissimi commentatori, nemmeno Mentana questa volta, abbiano spostato il piano del ragionamento su questo, sulla dimostrazione ex re che questa vicenda insegna della illegittimità di svalutare i rimborsi elettorali. Perché secondo me il punto politicamente interessante della vicenda anche per uscire dal solito commento a getto, indignazione, disdoro, riprovazione e urlo passa di lì. Sul resto, certo che nessuno può fare la morale a nessuno, la politica e sporcarsi, non è una lezione di filosofia. Decidere di smettere di fare una beneficienza che si è decisa autonomamente in adesione a uno slancio idealistico e velleitario che poi si è scontrato col reale è, nei fatti, la garanzia che forse qualcuno dei Cinque Stelle inizia a planare all’età adulta. I mezzucci usati per farlo sono insieme geniali e ridicoli. Il roboante circo intorno, se possibile, anche di più.

    • Io non voglio che un politico renda alcunché. La ‘res publica’ ha mezzi a sufficienza per pagare i politici, offrire microcrediti, ecc. Io voglio che i politici siano ben pagati (anche meglio di così) ma competenti e, se possibile, non corrotti. E non lo penso da oggi. Ci sono post assai vecchi che dicono esattamente questo. Ma se la tua supposta onestà o diversità poggia anche o in gran parte sulla restituzione del denaro, e ciò non avviene, in tutto o in parte, non soddisfi le regole che ti sei dato. O, in alternativa, non riesci ad avere il controllo delle tue truppe cammellate. Come tutti gli altri. E quindi, ecco che tutta quell’onestà finisce per essere indigesta. Detto questo, non li voterei neppure se fossero integerrimi.

      • Quello che volevo dire, ma l’ho spiegato più diffusamente in un mio post ora, è che c’è una petizione di principio nella regola dell’onestà scelta. Il fatto che alcuni 5 stelle se ne stiano accorgendo resta interessante. Il fatto che non possano dirlo in altro modo che questo, a suo modo (e per quanto la vicenda sia grottesca e non difendibile), anche.

  2. Mah. Io francamente non ho dubbi sulla reale onestà di chi fa della morale, le prime vittime di chi ha “disobbedito” sono loro. Gli oggetti del contendere dovrebbero essere, piuttosto:
    1. come fai ad impostare un discorso politico unicamente sull’onestà?
    2. perché uno dovrebbe rinunciare al proprio stipendio di politico? Ciò non significa, concettualmente, consegnare la politica attiva nelle mani dei “ricchi”?

  3. Pingback: Misthòs | Slumberland

  4. Pingback: Sui lapsus senofontei, che sono sempre d’attualità | Suprasaturalanx

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...