Il signor Hood era un galantuomo

C’è sempre stato, da che ricordo la politica italiana.

Coi suoi digiuni, le boutades, l’eterna Gauloise tra le dita, sostituita in tempi più recenti dal sigaro.

Verrà ricordato per le battaglie per il diritto a divorziare e ad abortire.

Ma la sua attività politica fu molto di più: anticlericale, antiproibizionista, antimilitarista, nonviolento.

Ha lottato per la trasparenza dell’informazione, contro il nucleare, per l’abolizione della pena di morte e la liberalizzazione delle droghe leggere.

E’ stato tra i pochi ad avere sinceramente a cuore il destino dei dimenticati nelle carceri.

C’era chi lo amava incondizionatamente, e chi altrettanto incondizionatamente lo detestava.

Spessissimo condivisibile, continuamente sopra le righe, la politica come palcocenico. Come quando portò, nell’87 Cicciolina in Parlamento (senza sapere che un giorno, guardando e ascoltando Scilipoti, l’avremmo rimpianta).

Poiché non pareva uomo da gradire santini post-mortem, ovunque sia sappia che non gli perdoneremo di aver portato alla ribalta nazionale Capezzone, Rutelli, Quagliariello e Della Vedova.

Ebbe però intuizioni straordinarie. Come quando scelse Enzo Tortora come emblema della ‘giustizia giusta’ (mentre meno bene gli andò con Toni Negri)

Di un’onestà mai messa in discussione, se ne è andato, a 86 anni, restando fedele a se stesso, sempre.

E siccome, come cantava Guccini, ‘gli eroi son tutti giovani e belli’, ricordiamolo così quand’era giovane lui e pure noi, e questo forse non era ancora un Paese per vecchi.

 

 

 

 

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16 thoughts on “Il signor Hood era un galantuomo

  1. conciso e condivisibile. aggiungerei, visto il periodo storico, una nota per la rinuncia ai vitalizi parlamentari. pur non avendolo mai amato incondizionatamente (per la vision epolitica d’insieme), per quanto mi riguarda i meriti superano in ogni caso di gran lunga le defezioni.

  2. Io l’ho votato la prima volta che ho votato, poi non sono piú riuscita ma la avrà la mia eterna gratitudine per aver contribuito a permettere che aborto e divorzio fossero due possibilità date per scontate per la nostra generazione,

      1. Un rito di passaggio di molti vedo. E condivido tutto il bianco e nero che il tuo post e i commenti si sono portati dietro e condivido anche l’onore a lui. Comunque.

  3. Dopo un forte entusiasmo per Pannella durante la battaglia per il divorzio, mi sono poi rapidamente ricreduto a causa dei troppi eccessi che hanno caratterizzato le sue battaglie, ad esempio l’uso sfrenato dei referendum che hanno portato poi gli elettori alla disaffezione di uno strumento così forte per la democrazia.; poi non posso dimenticare le sue adesioni al craxismo e successivamente al berlusconismo salvo poi passare con la sinistra. Molti i personaggi equivoci che hanno militato nelle sue file anche in posti di alto rilievo e altro episodio che non posso dimenticare: La sua presenza con la divisa ustascia in Croazia durante la guerra civile nel 1992. Credo inoltre che l’Italia in termini di diritti civili sarebbe cresciuta molto di più se le sue battaglie fossero state impostate in termini di NOI anziché solo di IO!

    1. Nulla da aggiungere. Tutto perfettamente condivisibile. Il suo egocentrismo (e una certa dose di cialtroneria) gli hanno impedito quel passo in più che ne avrebbe fatto politicamente un gigante. Sulle scelte discutibili e su certi personaggi, stendiamo pure una trapunta. Resta il fatto che lui, la Bonino, la Faccio, la Aglietta sono stati gli unici a pensare in termini di diritti civili in un Paese che, sui diritti civili, di strada ne ha ancora davanti molta.

  4. Non dimentichiamo Marcello Pera, per favore, tra gli sdoganati. Sul resto, gli anni Settanta e quindi il mondo di oggi sarebbero peggiori senza le battaglie radicali, ma faccio mie le obiezioni/memorie di Sileno. Quegli anni furono anche Bonino, Faccio, Aglietta, e tante cose sarebbero state diverse se fossero state impostate sotto un’egida diversa dal suo atroce narciso-misoginismo.
    Onore a lui, pur tuttavia, incapace di accettare, da molti anni, di essere diventato vecchio

    1. Ecco. Marcello Pera. L’avevo rimosso, a volte la memoria ci protegge. E condivido molti degli appunti fatti da te come da Sileno. C’è sempre stato un egocentrismo (e anche un cialtronismo) di fondo che ha impedito a molti di noi di diventare radicali a tutto tondo. Ma alla fine, davvero, onore, comunque a lui.

  5. Pannella non mi è mai piaciuto ma ho sempre rispettato il suo essere comunque “pulito” e politicamente “puro”, nonostante i vari “salti della quaglia” da te e altri citati.
    Non ho mai neanche apprezzato la spettacolarizzazione delle sue battaglie e le sue provocazioni estreme come Cicciolina, etc. etc.
    Riconosciamogli due medagli d’oro come divorzio e aborto (anche se ci saremmo comunque inevitabilmente arrivati ma nessuno è in grado di dire quando).

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