Alla fiera dell’est

Le fiere sono un posto così. Chi, come me, ci va per lavoro, ci va per le ragioni più disparate (e disperate, a volte).

Ci si va per far sapere che si è ancora vivi. Che in anni di crisi non è poi così scontato. 

Ci si va per far sfoggio di conoscenze. Quanta più gente conosci meglio è. E, va da sé, un direttore generale vale due direttori marketing, un direttore marketing tre product manager, e così via. In una sorta di Monopoli umano.

Qualche volta, addirittura, ci si va per guardare i prodotti esposti.

Alle fiere si mangia (male), ci si ingolfa di stuzzichini di pessima qualità, si beve pessimi caffè, alcolici di dubbia provenienza. 

Alle fiere ci si ritrova tutti alla sera negli stessi bar, negli stessi ristoranti, negli stessi pub. Ci si ritrova a raccontare sempre le stesse storie trite e ritrite.

Ogni tanto all’appello c’è qualche assente. Qualcuno riposa in pensione e qualche altro nella pace eterna. In genere vengono ricordati con un brindisi e un aneddoto.

Poi il baraccone volge al termine, gli astanti salutano e si preparano

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4 pensieri su “Alla fiera dell’est

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