C’era una volta una gatta

Che NON aveva una macchia nera sul muso.

La gatta in questione ha quattro mesi e da sabato scorso alberga a casa nostra.

Il debutto è stato, come minimo, un po’ delirante. Pronti via, per dimostrarci il gradimento per la nuova sistemazione ha cagato sul letto.

Il nostro. Era talmente terrorizzata che non l’ho nemmeno cazziata. Poi, gaudeamus, ha compreso che la lettiera non è un attrezzo ornamentale ma il luogo acconcio per le sue deiezioni.

I primi giorni ha miagolato come se non ci fosse un domani. Una notte dalla disperazione io e l’Uomo abbiamo dormito con le cuffie audio conficcate nelle orecchie. La nana, bontà sua, sospetto a questo punto possa dormire anche sotto i bombardamenti.

Trascorsi due giorni, ormai stremati, e, soprattutto, temendo uno sfratto esecutivo o, in alternativa, il linciaggio da parte dei vicini, abbiamo scoperto l’esistenza di un diffusore di ferormoni di sintesi.

Se mi avessero mai detto che avrei comprato il diffusore per il gatto avrei riso. Comunque l’aggeggio l’ha tranquillizzata e per me potrebbe spandere qualsiasi cosa.

Socievole, per ora, non é. Almeno, non troppo. Ogni tanto, si fa pigramente grattare la testa e il collo, preferisce di gran lunga l’Uomo (d’altronde è femmina), mi tollera, soprattutto come cambusiera, e osserva a distanza la nana, non avendo ancora compreso se quell’individuo di un metro e venti sia pericoloso o meno.

Dotata di cesta sua propria, dorme ovunque tranne che lì. Preferibilmente, sotto il divano. Per il momento è lunatica, scostante e assolutamente paracula.

Secondo l’Uomo, risponde perfettamente ai canoni delle donne della casa.

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17 pensieri su “C’era una volta una gatta

  1. Ha bisogno di tempo. E’ spaventata e terrorizzata (tu pensa se dei giganti ti prelevassero e ti rinchiudessero in una casa, e non riesci a comunicare verbalmente con loro). Poi capirà e amerà come solo i gatti possono. Io ne ho cinque 😉

  2. Concordo con diamanta, io ho un gatto solo ma ne ho avuti diversi nella vita, ciascuno con la sua personalità certo, ma il luogo comune per cui i gatti non sono affettuosi è decisamente da sfatare. Hanno i loro tempi e modi, la loro autonomia felina (che poi, mica solo loro) 🙂 (sul fatto che dormano ovunque tranne che nella cesta temo non ci siano garanzie di miglioramento. Col mio alla fine siamo arrivati a un compromesso: predilige decisamente le scatole di cartone da pacchi e ok, se va bene a lui…) 😀

  3. Cerca “relaxing music for cats” su YouTube e vedi se funziona. Con i miei, non ha mai funzionato, ma ci sono varie persone che hanno commentato narrando degli effetti narcolettici sui gatti. Mah!

  4. “Il gatto non offre servigi. Il gatto offre se stesso. Naturalmente vuole cura ed un tetto. Non si compra l’amore con niente. Come tutte le creature pure, i gatti sono pratici”. William Burroughs, Il gatto in noi, 1986

    Per chi è gattaro, come la maggior parte di chi ti sta commentando, questo post fa sorridere perché è una specie di protocollo di avvicinamento, con cautela e curiosità, alla gattitudine da parte di un neofita. Scoprirai un sacco di cose, con questa prima. Anche se sarà solo al secondo che davvero potrai avere davvero capito qualcosa della felinità. 🙂 E, io che che come Connie, posso, rido.

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