Pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI

Se altrove si poteva “raccontare la mia vita dai denti che ho perduto, o dalle volte che ho visto la neve”, altrettanto facilmente la si potrebbe raccontare dalle vagonate di pattume televisivo che ho visto.

Sono i cartoni animati, le fiction, le soap, le telenovelas, le serie televisive, i telefilm.

Sono la mia infanzia, la mia adolescenza, la mia maturità.

Sono la me immarcescibilmente cazzara, la stessa che ogni mercoledì attende Chi l’ha visto e la Sciarelli, gran sciamana di tutte noi, pronta a celebrare il vero, grande sport nazionale: farsi i cazzi altrui seduti in salotto.

Sono la mia anima pop, che non si vergogna mai di ciò che guarda.

Sono i ricordi, quella condivisione generazionale che non avremo mai più, con i nostri millemila canali, i cartoni a tutte le ore, gli streaming, le pay-tv, le pay-per-view, i tablet, e tutto il resto.

Tutto questo per dire che, dopo il venerdì del libro e il lunedì film, arriva un mercoledì dedicato alla tv.

Come già per gli altri appuntamenti, anche questo non avrà una cadenza settimanale, ma quella a mentula canis (che sarebbe alla cazzo di cane, ma in latino fa più fino) che tanto mi è congeniale.

Unica certezza, se e quando sarà, sarà di mercoledì, ovviamente.

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11 pensieri su “Pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI

  1. ‘azz, qua sarà più difficile seguirti. ho sempre avuto un rapporto abbastanza conflittuale con il parallelepipedo col tubino catodico, e devo tornare con la memoria a massimo fine anni ’80, direi, per pescare qualcosa (ma non tutto). vabbè, mi affido a voi (vedo che connie è già pronta!).

  2. Mi piace tutto e per fortuna ho avuto una madre che mi ha educato a non essere intellettuale modello Città del sole e giochi bio. Un’unica cosa: ti prego, basta con i finti latinismi per dire cazzo di cane, o le preterizioni tipo “scusate il mio francese” o simili. Sono talmente cliché da essere di plastica. Se c’è da gergare, che si gerghi, ma senza scomodare le traduzioni dei cazzi e dei cani. 🙂

  3. Sono indietro di qualche mercoledì forse perché mi mancano anche dei venerdì. Io contrattavo coi miei, ed erano i primi anni delle elementari, il permesso di una sola sera di tivù la settimana. E io piangevo che al giovedì c’era superflash ma al venerdì c’era Portobello. Ora al mercoledì ci sarai tu. Figata.

      • Se vuoi fare il post su Portobello, ti regalo io la materia; era la mia insana passione. Non tanto per il pappagallo. Per la rubrica “dove sei”, musica di sottofondo paurosissima e uomini anziani (o così mi parevano) che cercavano compagni di guerra. Forse è stato così che ho imparato la prima volta cosa fosse la campagna di Russia.

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