CITA UN LIBRO #IOLEGGOPERCHÉ/9

Ultima tornata di gara per cita un libro, il giochino virale pensato dalla ‘povna che ci ha tenuto compagnia in queste ultime nove domeniche.

Un gioco che ci ha dato moltissimo. Che ci ha permesso di scoprire nuovi blog, nuove persone, sensibilità straordinarie, intuizioni fulminanti, il tutto in nome della lettura e di #ioleggoperché.

Il giudice uscente, il gonnellino di Eta Beta, ha decretato, quale vincitrice la bravissima wolkerina che ci ha deliziato in queste settimane con splendide citazioni.

Il nuovo giudice ha perciò stabilito che il nuovo tema della settimana debba essere il senso di colpa.

Ora. Io, di sensi di colpa, sono stata a lungo una professionista.La morte di un mandarino in Cina, la fame del mondo, le sfighe del vicino. Lasciamo stare, poi, l’accanimento nel colpevolizzarmi rispetto a parenti, amici e conoscenti.

Poi, la luce all’improvviso. Io a piangere per tutti. Ma pochi, pochi davvero, a piangere per me. Non ne sono uscita del tutto, ma son migliorata. Molto. Sui sensi di colpa e sull’atteggiamento complessivo.

Per certe cose, non c’è miglior medicina della vita.

E quindi, a margine di questa domenica, in ritardo come al solito, anzi più del solito, lascio una citazione da un libro che ho amato infinitamente, e riletto più volte

E davvero, nella vita, rimpianti sì, ma in ogni caso nessun rimorso.

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34 pensieri su “CITA UN LIBRO #IOLEGGOPERCHÉ/9

  1. E speriamo anche pochi rimpianti, però! E d’accordo che, per lavorare sul senso di colpa, niente è meglio della vita (anche perché poi, imparando a eliminarlo, ci si rende conto di quanto talvolta il senso di colpa sia scivolosamente autoassolvente anche per noi – sentirsi in colpa implica sempre, consapevolmente, il desiderio di essere assolti, e che qualcuno riconosca la nostra buona fede, concetto ampiamente sopravvalutato).

    OT (ma non troppo): metti il link attivo a #ioleggo per non restare fuori concorso! Thanks!

    • Pure pochi rimpianti. Uno cerca di fare il meglio in quel momento e coi mattoni che ha. E dopo, il minimo indispensabile di pippe. Che criticare è più facile che fare, comunque. E grazie per il link, cara

      • Hahahah ahahahahahahahah verissimo! E non ti dico che ignoranti…pensa che all’ultimo imputato ci ho detto “abbello ti ho fatto prendere la sospensione condizionale!” e lui si è lamentato…dice dice che non sa manco i congiuntivi figuriamoci il condizionale 😂

      • Congiuntivi, condizionali… Che pretese… Un bell’indicativo presente e via. Potrei mostrare mail di KAM che farebbero la loro porca figura. In seconda elementare

    • Stufa di arrovellarmici ho deciso di rimuovere almeno i rimorsi. Come dicevo fare è ben più faticoso che criticare. L’importante è provarci (con buon senso, ovvio, ma stiamo parlando tra persone sensate)

  2. Se sei riuscita a smettere di colpevolizzarti per tutto dimmi come si fa. Io non ho capito il meccanismo nemmeno alla mia veneranda età. Oddio, certo, mi butto alle spalle tutto molto più di frequente, ma le mie elucubrazioni su “cosa ho fatto di sbagliato” le ho sempre anche quando, incolpevole, il marito mi chiede cosa ho fatto all’aspirapolvere che non va più…
    Bella citazione.

  3. Io cerco di non avere rimpianti, che intristiscono la vita, che è già difficile per conto suo. Rimorsi, boh, forse qualcuno, non tanti, perché vivendo ho imparato (a mie spese) a pensare anche un po’ egoisticamente. Buona settimana! 🙂

  4. Come sono d’accordo. Meglio i rimpianti dei rimorsi, infinitamente. Molto semplicemente perché se hai un rimpianto hai perso qualcosa tu, e tu soltanto, ma quello che fa davvero male è che ci sia di mezzo qualcun altro. E detesto tanta retorica edonista da due lire che preferirebbe il contrario.
    Sono molto d’accordo anche con la ‘povna, più su, che il senso di colpa è a volte una abile mossa per autoassolversi. Ma questo vale quando il senso di colpa viene esternato. Ci sono milioni di casi invece in cui striscia dentro, anche alla persona più consapevole di sé, e scava i suoi carsi. Là non è auto assolutorio proprio una cippa.

  5. Come non esser d’accordo? Al bando i rimorsi, se possibile pochi pochissimi rimpianti. Bellissima citazione Iome, tra l’altro un ottimo spunto di lettura che questo libro mi manca.
    (e grazie per i complimenti!)

  6. Pingback: #Citaunlibro: fine dell’ottava sessione | Good Intentions

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