La mamma di Momo

Gliel’avevo preannunciato in mail a roceresale, che l’avrei ribloggato questo post. Di solito resto alla larga da queste cose. Che non si sa mai. Ma quando a parlarne sono persone che conosco, per quanto solo virtualmente, e stimo, è diverso.
Io non lo so se la malattia della mamma di Momo sia curabile in quella clinica privata, ma la mamma di Momo, e con lei la sua famiglia, hanno una speranza. Una speranza cui hanno diritto di aggrapparsi. Una speranza che costa cara. Una speranza che discrimina. Discrimina tra chi i soldi li ha, e chi non li ha. Io dalle istituzioni non mi aspetto più nulla. Forse sto diventando vecchia, forse son solo disillusa. Ma le istituzioni, che pure qualcosa sarebbero tenute a fare (a norma di legge) si trincereranno dietro le loro lungaggini. E le lungaggini vanno oltre quei tre mesi offerti alla mamma di Momo. Non ho slanci evangelici. Ma anche per noi laici vale il concetto che il tuo prossimo, in un domani non troppo lontano, potresti essere tu.

roceresale

La prima volta che ho ricevuto il babbo di Momo me ne stavo in atrio ad aspettarlo questo babbo. Nell’atrio c’ero solo io e un ragazzo giovane, qualcosa in meno dei miei anni.
Tre minuti buoni prima che una delle due perplessità si facesse avanti e dicesse “ma lei è la prof. Roceresale, lei è il babbo di Momo, non me lo aspettavo così giovane, anche lei, grazie, andiamo”

E così seppi della mamma di Momo, molto malata, una malattia degenerativa.
La vidi poi nei ricevimenti successivi, sulla sedia a rotelle. L’ultima volta, l’anno scorso, già la tracheotomia. Martedì scorso, ai ricevimenti un biglietto di scuse “non può venire, non sta bene”.

E mercoledì, appena il giorno dopo, un articolo shock sul quotidiano locale; una diagnosi di malattia rarissima, la foto è quella della mamma di Momo, di sicuro. Un iban, una richiesta di aiuto per un’operazione negli Stati Uniti…

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2 thoughts on “La mamma di Momo

  1. A me è costato, scriverne. Ancora di più dopo messaggi in pvt da persone che stimo, seppur solo ancora incontri virtuali. Mi è costato perché la lontananza tra ciò che si scrive e ciò che si vede spesso crea “bufale”. Soprattutto se rimbalzano di virtuale in virtuale. Le istituzioni forse latitano per motivi che risultano inaccettabili a chi cerca una speranza e solo quella ha. Grazie Iome.

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