On the bookshelf – Lezioni Americane – Italo Calvino

Ci sono libri che ti cambiano la vita. In senso stretto. Scritti affinché te la cambino. E se una delle due cose, per quanto complessa, può essere usuale, la coincidenza di entrambe ha dello straordinario.

Opera incompiuta di Calvino (la sesta lezione rimase inconclusa per la sopraggiunta improvvisa morte dello scrittore), non avrebbe dovuto neppure chiamarsi così.

Basato su  una serie di lezioni preparate da Calvino nel 1985 in ragione di un ciclo di sei lezioni da tenere ad Harvard, il titolo scelto, in inglese come in inglese nacquero  le lezioni, avrebbe dovuto essere Six Memos for the next Millennium. Il titolo, che poi rimarrà negli annali, discende dal modo con cui abitualmente Pietro Citati definiva queste lezioni quando ne parlava con Calvino medesimo.

Il titolo definitivo sarà Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio.

Dire che le Lezioni Americane parlano di letteratura è, anzitutto, riduttivo. Le Lezioni Americane sono una lunga, continua fascinazione verso un nuovo modo di scrivere. E volendo estendere, pure di vivere.

Che si parla sì di letteratura, ma anche (soprattutto?) di quei valori che regolano l’esistenza.

Leggerezza. Leggerezza che non è frivolezza. Ma precisione. Coincidenza perfetta tra contenuti e parole. E soprattutto, mai un aggettivo in più. Meglio, piuttosto, uno in meno. Sottrarre, anziché aggiungere.

Rapidità. E il motto in questo caso, che domina la lezione è ‘Festina lente’ (affrettati lentamente). Ma anche mobilità, capacità di passare da un argomento all’altro. Disinvoltura, nel farlo. Senza mai smarrire il filo conduttore. O, smarrendolo, saperlo riafferrare, ogni volta.

Esattezza. Icasticità. Saper creare una rappresentazione con le parole. Con il lessico a comporre l’immagine. E a renderla vivida attraverso le sfumature. Il dominio della parola.

Visibilità. Mettere a fuoco, pensare per immagini. Trasferire queste immagini in concetti. L’espressione verbale fluisce sino a rendere visibile sulla pagina l’immaginazione visuale.

Molteplicità. Darsi alti obiettivi. E perseguirli. La letteratura, di nuovo, come la vita. La vita dentro quello che scrivi. E quello che scrivi, volendo forzare un po’, dentro la vita.

Consistency. L’incompiuta. La coerenza. Essere coerenti tra parole e contenuti.

Le Lezioni americane. Leggere per imparare a scrivere.

Ovviamente, per il venerdì del libro

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11 pensieri su “On the bookshelf – Lezioni Americane – Italo Calvino

  1. Non commento sul libro, tanto già sai, immagino. Commento su questo fatto che tutto Calvino è sempre straordinario, ogni genere pratichi, e ogni volta si legge e rilegge trovando molto, sia come lettura primaria, sia come lente critica per leggere altra letteratura e/o il reale.
    Consistency sarebbe stata particolarmente significativa al giorno d’oggi, per demifisticare un bel po’ di vulgata…

  2. Io invece Calvino non riesco ad amarlo, non riesce ad appassionarmi. A parte questo capolavoro, che adoro riprendere in mano e rileggere ogni tanto. Come scrivi tu, un libro che parla molto più del vivere che dello scrivere.
    “A cavallo del nostro secchio ci affacceremo nel nuovo millennio, senza sperare di trovarci nulla di più di quello che saremo capaci di portarci”

  3. Grazie per questo articolo!
    Conoscevo già qualche citazione, ma non ho mai avuto tra le mani il libro… adesso, invece, sento un bisogno pressante di leggerlo, studiarlo, approfondirlo 🙂

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