Let it’s snow

Assiomi.

E’ inverno. D’inverno, fa freddo. E’ vero che qualche volta può anche far caldo, ma ciò non può essere purtuttavia ascritto alla norma.

Quando fa freddo, nevica. Certo, non sempre quando fa freddo nevica. Cionondimeno, ciò avviene con discreta frequenza.

Ed è talmente noto e riconosciuto che vige una norma che, da novembre ad aprile, obbliga al montaggio dei pneumatici invernali sulle autovetture, in tutto il Nord Italia e parte del Centro.

Credo si possa pertanto asserire che la neve sulla pianura padana e sulla zona prealpina non debba essere considerata un’anomalia.

Nondimeno, tutti i telegiornali trasmessi sulla penisola (eccetto l’usuale, meritevole Mentana) da circa tre giorni fanno delle edizioni che consacrano circa venti minuti dei trenta a disposizione ad un fenomeno perturbativo pomposamente definito Big Snow, una cosa che mio nonno (ma anche mio padre, e fino a ieri pure io) avrebbe chiamato semplicemente: ‘Esco, prendo una pala e sgombero il vialetto prima che geli’.

Ora. Le ipotesi sono due. O non hanno niente da dire. O non hanno né voglia né intenzione di dirlo. In entrambi i casi, ci fanno una scadente figura.

Corollario dell’assioma.

La brava gente che si lamenta a nastro delle inefficienze comunali nello spalare, rimuovere, svangare la neve, invece di dare aria ai denti, dovrebbe prendere nota del fatto che quel minuto pezzo di marciapiede di fronte a casa loro, non è di competenza comunale ma dell’abitazione (sia essa abitazione privata, condominio, attività commerciale).

E che se invece di trascorrere il loro tempo lagnandosi provvedessero a rimuovere la neve prima che geli, eviterebbero agli incolpevoli pedoni di cammnare direttamente sulla carreggiata, ed agli altrettanto incolpevoli automobilisti di vivere nel terrore di asfaltarne qualcuno prendendo male le misure.

 

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18 thoughts on “Let it’s snow

  1. E vogliamo anche aggiungere che ,Isis a parte ,per leggere una notizia di qualcosa che accade all’estero bisogna leggersi un giornale di un’altra nazione? Aspettiamo rassegnati l’immancabile ondata di caldo torrido dell’estate governo ladro!

  2. Sarò io che inizio a pensare sempre all’elefante, ma per me è anche il riflesso di tanti anni e tanti vizi berlusconiani: la delega in bianco a chi comanda, la drammatizzazione di tutto ciò che accade, il “dobbiamo fare tutto da soli perché lo Stato fa schifo”…

  3. Io sono in fase “Junior”, per il momento mi è solo concesso di ramazzare la neve dopo che un altro membro del gruppo l’ha spalata. Spero che fra poco (due/tre nevicate) mi promuovano almeno a spalatore in prova. Sono a metà gerarchia per il momento.

  4. Qua non nevica, si parla della pioggia. Possiamo parlare della gente che fruga nei cassonetti dell’immondizia alla ricerca di qualcosa di utile da rivendere altrove, lasciando poi in mezzo alla strada tutta l’immondizia suddetta. C’è la corrente di quelli che ululano uhcheschifo, e poi quella di chi si chiede se avrebbe senso organizzare dei centri di raccolta un po’ più dignitosi, ma la seconda è poco più di un rivolo. Siamo un popolo di panchinari.

  5. A me quello che mi fa incazzare sono i TIR di traverso sulle autostrade che bloccano per ore il traffico.
    Mio padre aveva un caro amico che faceva il camionista; era della provincia di Treviso, veniva dalla campagna. Aveva cominciato con i residuati bellici, ha finito 50 anni dopo con gli IVECO con l’aria condizionata.
    MAI è rimasto bloccato perchè nevicava: mi ha raccontato di montaggi catene da brivido ed eroismo, sulle salite del Brennero e dei passi dolomitici, col camion (ed il rimorchio) che scivola lentamente sulla strada a dorso di mulo con 300 quintali di benzina in cisterna.
    Ma MAI rimasto bloccato: erano gli anni ’50 e ’60, con i vecchi Fiat, OM e Lancia che ora fanno tenerezza.
    Adesso abbiamo tutte le tecnologie fantastiche, le gomme termiche, le catene che ancora un po’ si montano da sole, ed il 90 % dei TIR fermati per controllo dalla Polstrada non ha catene a bordo, o gomme da neve montate. Oppure, semplicemente, non le montano per pigrizia od ignavia (o son catene finte, solo da esibire al controllo, poi si romperebbero dopo 100 metri ) e le autostrade si bloccano per i TIR sbandati.
    E tu, magari, automobilista modello, che monti ed hai con te tutto per affrontare pure le tempeste siberiane, resti ore ed ore a gelare inchiodato tra Sasso Marconi e Barberino, con moglie e figli da portare a visite ospedaliere etc.

    Ma si può ? Io, a quei camionisti col TIR intraversato, ritirerei la patente per 6 mesi la prima volta, definitivamente la seconda per evidente incapacità a fare quel mestiere professionalmente, ed infliggerei pesanti multe alle società per rifondere i bloccati per il danno morale.

    Anonimo SQ

  6. Siamo in inverno, nevica (e nemmeno chi sa quanto): siamo in inverno, appunto, che c’è di strano?!

    (OT: secondo me il titolo però è Let it snow, senza il doppio verbo! 😉 )

  7. Dalla notte tra giovedì 5 e venerdì 6 febbraio scorsi, oggi è domenica 8, sull’appennino emiliano cinque paesi non così piccoli sono senza corrente elettrica e senza riscaldamento, nonchè senza acqua perchè si sono rotte le pompe dell’acquedotto principale. L’unico ospedale dei dintorni è stato rifornito di acqua con una cisterna. Non c’è modo di comunicare con facilità perchè la gran parte degli abitanti dei cinque paesi usa o il telefono fisso, le cui linee sono assenti perchè i cavi telefonici sono stati tranciati, oppure il cellulare: ne’ wind ne’ tim sono utilizzabili perchè i ponti radio sono inattivi. Internet è instabile oppure assente.
    Le strade sono impraticabili se non sei un coraggioso: alberi sono caduti ovunque, causando interruzioni alla normale circolazione e impedendo agli spazzaneve di poter compiere il loro normale lavoro in questa stagione. Il distributore di carburanti più vicino ha terminato ieri sia benzina che gasolio.
    Grazie dell’ospitalità.
    Marta, collegata fortuitamente

  8. sulle nostre montagne l’altr’anno è successo così per un semplice concorso di fattori: sì la nevicata eccezionale, di neve pesante che si è ghiacciata fino ad appesantire i cavi di alcune linee di “alta”, ma anche in molti casi la mancata “manutenzione” delle linee, con la cura di potare/abbattere le piante troppo vicine ai cavi. Mica ogni frazioncina aveva i tralicci, spesso (sempre per il telefono) cavi “bassi” ed a media tensione.
    Italia, insomma, e risparmi del cazzo, tanto nessuno di quelli che li han decisi ne avrebbero subite le conseguenze…

    Anonimo SQ

    1. C’è stato anche il problema degli alberi “in linfa” che sono esplosi ed anche quello del terreno non ghiacciato che non ha sorretto le radici di alberi troppo appesantiti dalla neve. Sapevatelo che ci metteranno anni a sistemare le linee e i boschi sono ancora oggi un disastro. D’altra parte pochissimi alberghi e privati avevano i gruppi elettrogeni, mentre in Trentino ed Alto Adige, memori del disastro del 1985 erano molto più attrezzati.

  9. Grazie, per la solidarietà e per l’ospitalità. Non c’è niente come condividere, a volte. Questa notte sono stati collegati alcuni gruppi elettrogeni: anche le reiette frazioni hanno di nuovo la corrente. Ma ci informano che “la situazione non è risolta, occorreranno settimane per ripristinare le linee elettriche e telefoniche”.
    Marta, collegata provvisoriamente

  10. Però la neve è troppo bella!!
    Da sicula residente sulla città dello stretto posso dire che il risveglio con la città imbiancata è stato uno dei più belli in assoluto.Certo poi guidare e soprattutto camminare non era facilissimo però…Per il resto hai ragione.E naturalmente non sfuggiremo alla settimana di Sanremo,al san Valentino con i suoi riti,al carnevale di Rio e così via.Purtroppo l’informazione ha i suoi cliché

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