E in una notte senza luna, rubò le stelle ad un pilota

Lo scrissi nel primo post di questo blog, un post, rivisto oggi, scritto con l’impaccio di chi, cosa fosse un blog, non lo sapeva ancora esattamente. Non che lo sappia anche ora. Ma almeno ho preso un po’ le misure. E scrivo come parlo, come penso, come vivo.

Ma in quel post, dicevo una cosa profondamente vera. Se mio padre non si fosse ammalato, e le cose non fossero finite come son poi finite, un blog, probabilmente, non l’avrei aperto mai. Pur desiderandolo, mi pareva qualcosa in contrasto con la mia innata timidezza, con il fatto che pur essendo molto brava a comunicare a livello superficiale, ho sempre avuto grosse difficoltà a mostrare me stessa, quella vera, non quella che recita quotidianamente un ruolo.

Non sto neppure dicendo che da un grande dolore sia nato qualcosa di buono. E neppure lo penso. Il dolore è dolore, ed è, per lo più fine a se stesso. Più banalmente penso che i grandi sconvolgimenti (nel bene o nel male, non importa) coinvolgano diversi piani della vita.

Tutto questo per dire che oggi sarebbe stato il compleanno del mio papà. Dopo tre anni riesco a scriverne senza eccessiva mestizia (non è vero, ma mento con classe), ma l’intenzione non è certo un post lacrimoso.

Non lo era lui (lacrimoso, dico), non lo sono io. Purtuttavia, come detto poc’anzi, questo blog esiste, in larga parte, per merito suo (anche se lui ne avrebbe fatto a meno, ovviamente).

E molto del mio modo di essere, l’ho mutuato da lui. Il bisogno di libertà. Il dire quel che si pensa anche quando se ne potrebbe fare più convenientemente a meno.

Perciò oggi, e per tutti i 9 luglio che verranno per questo blog, Lo spazio dei commenti è uno spazio libero. Libero di dire quel che volete, senza specifiche attinenze. Un grande muro bianco, su cui potete lasciare la vostra firma a piacere. E siete invitati tutti, chi commenta abitualmente, chi commenta qualche volta, e anche chi è abituato  a passare e leggere.

Una sorta di festa di compleanno, un po’ sghemba, come me.

Si ringrazia sin d’ora chi vorrà partecipare. E a chi decide di restare alla finestra, beh, si sa no, che vi voglio bene uguale.

 

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26 pensieri su “E in una notte senza luna, rubò le stelle ad un pilota

  1. Dei cubi di rubik con le gambe sotto. la nana ne è l’ennesima dimostrazione. però il mondo non sarebbe lo stesso, senza di voi. ti auguro di scoprirlo il più tardi possibile. vorrei poterti dire che non dovresti provare né rabbia né rimorso, che sei sua figlia e non sua madre, e in linea di principio ti direi il vero. Però il vero non cambia ciò che proviamo. Un bacio, per oggi.

    • E invece, vuole essere, davvero, a modo suo, una festa di compleanno. A tutti gli effetti, sai, amme. Perchè la tristezza, il dolore anche, è più cosa del prima, per certi aspetti, che del poi. E il tempo che passa trattiene i ricordi (quelli belli). E siamo qui per brindare. E per sorridere. E per star leggeri. E comunque grazie

    • Un abbraccio a te, uno all’Orso (e pure all’Orsa, non facciamo discriminazioni, peccarità) e uno a gelsominO. E comunque l’ho avuto, mica roba da poco. E pure per tanto. E non è roba da poco neppure quella. E pure lui dalla vita ha avuto molto. Forse è per questo che son così disposta a brindare oggi per lui, tutto considerato.

  2. Mamma morta il 31 maggio di 8 anni fa. Non passa. Il dolore è dolore, hai ragione. Ma, forse perchè aspetto la mia seconda, quest’anno mi sono scordata il pianterello (…seee, vabbè. La tragedia greca, diciamocelo) dell’anniversario. Sono passi avanti!
    Non commento mai, ma ti leggo sempre, mi piaci molto.
    Ps il mio, di padre, che ringraziando tutto il ringraziabile sta bene, mi ha detto anni fa che nella vita bisogna imparare a viaggiare leggeri. Credo che dovrei tatuarmelo da qualche parte, stile Memento.
    Baci
    Anna

    • Anzitutto, grazie Anna. Non passa, verissimo. Si trasforma, ma non passa. Quanto al viaggiare leggeri, è un’attitudine mentale. Mio padre era così, per esempio. ora che ci penso, però, è una cosa più da uomini. E quando ti va, commenta, mi raccomando. Un bacio a te

  3. il mio commento di stamane si è perso nella rete e vabbè… come sempre mi hai commosso e come sempre quando mi commuovi mi butto sull’astrologico, un’ ulteriore conferma dell’accoppiata perfetta.

  4. Grazie Iome. Per questa festa di compleanno, forse un po’ sghemba. Per brindare alla vita, per la leggerezza, per il dolore che c’è e ci sarà ma vissuto ricordando il bello.
    Brindo a lui, brindo a te.

    • Era un uomo che rifiutava di vivere guardando nello specchietto retrovisore che mi ha insegnato a guardare sempre avanti, nonostante tutto. Alzo il calice per lui certa che avrebbe apprezzato. Grazie a te, wolkerina, e che la leggerezza ti appartenga sempre. Per puro inciso, nei mesi più duri furono i vostri blog a dettarmi la strada per confrontarmi con l’inconfrontabile e mantenere una certa leggerezza nelle nostre vite.

  5. Immensa perdita, quella del papà. Ti ho preceduta e no, il dolore non passa. Penso a lui e alle sue parole ogni giorno. Rimpiango di non avergli detto abbastanza quanto lo amavo. Forse e’ normale. Comunque Life goes on e siamo state fortunate ad avere dei papà così. Uomini solidi.
    Un brindisi a loro e un abbraccio a te. Paola

  6. Ciao, io fra quelle che legge spesso e commenta quasi mai perchè scrivi cose tanto sensate ed espresse a meraviglia che….non c’è altro da aggiungere! un abbraccio, cara

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