On the bookshelf – In tour nell’Europa gialla

Chiudete gli occhi. Siete a Milano Malpensa. Seduti al gate. In attesa dell’imbarco del volo Easy Jet per Barcellona. Le solite facce, ma voi questa volta no, siete on the road. Vestitino, sandaletto basso, tracolla. Per una settimana, l’Europa sarà solo vostra. Da soli. Con la playlist dell’anima caricata sull’ipod e l’e-reader, coi titoli giusti. Avete l’anima gialla. Quest’anno. Vi appoggiate su una poltroncina di fronte all’imbarco. In attesa del volo. E aprite il primo titolo.

Giorgio Scerbanenco – Venere privata. Il primo romanzo della serie incentrata su Duca Lamberti. Ex medico radiato dall’ordine, che indaga con un certo disincanto, ma pur tuttavia con profonda umanità. Indicato per chi vuol rivedere una Milano che non c’è più, ma assai più pregevole di quella che fu da bere.

Riparite gli occhi. Siete a Barcellona. Non avete niente da fare e salite al Montjuic senza usare la teleferica. Unica compagnia, la tracolla con l’e-reader, la playlist a palla nelle orecchie, e i vostri pensieri. Arrivati al mirador, la città è ai vostri piedi. Chiedete al baracchino una San Miguel, in bottiglia di vetro. E’ gelata, e il vetro fa quella condensa, che, sola, vale l’estate. Vi sedete su una panchina. Birra, playlist, ed e-reader. E che vi importa del mondo, ora. Aprite il lettore. Avanti il prossimo.

Manuel Vazquez Montalban – Il centravanti è stato assassinato verso sera. Sei a Barcelona, non puoi non leggere Pepe carvalho, sei nel cuore del Villaggio Olimpico. E il Camp Nou, è poco distante. E’ l’anno dei mondiali. Come leggere la storia disonesta del vecchio Palacin e di Jack Mortimer.

Stai per ripartire, il prossimo volo dice Lisboa. Atterrerai a Portela. E poi subito via, tra strade dense di caldo, umidità e malinconia. Il giorno splende alto. Il sole è caldo. Prendi un bus di quelli scassati che solo in portogallo, e te ne vai a Cascais. Tu, che per una vita sei stata convinta che fosse solo un rifugio per ex-re e la loro corte di nostalgici, e invece hai scoperto una cittadina di mare deliziosa. Siedi in un ristorantino sulla spiaggia, a mangiare i pesci alla brace, bevendo un bicchiere di vinho verde. Guardi l’infinito ed estrai il tuo e-reader. Hai tolto l’ipod. Meglio il rumore del mare, dei gabbiani che planano, dei bambini che rincorrono aquiloni.

Fernando Pessoa – I casi dell’ispettore Abilio Quaresma Dei polizieschi semplici, e pur tuttavia complessi. Pessoa, uno scrittore dalle molte anime, presta la sua penna alla letteratura gialla, e tu, che in fondo Pessoa l’hai letto a sprazzi e amato poco, ti scopri a pensare che comunque è vero, se sei bravo, bravo resti, in qualsiasi cosa tu ti cimenti.

Un altro decollo, verso Parigi. Niente musei, niente Montmartre. Vorresti poter dire fuori dalle usate rotte, ma a Parigi tutte le rotte, ormai sono usate. Ti ritagli uno spazio a Champ de Mars. La Tour Eiffel ti domina. Ti senti minuscolo. A Parigi ti senti spesso minuscolo. Nella tracolla, il solito e-reader, l’ipod, per isolarti dai gruppi che strillano, un pan bagnat, e una bottiglia d’acqua. Apri il lettore. Altro giro, altra corsa

Georges Simenon – Maigret e il caso Saint-FiacreIl Quai des Orfevres non è poi così lontano, ora. Ma Maigret, questa volta torna a casa, a fare i conti con la sua infanzia e, in fondo, la sua subalternità. Nemmeno la signora Maigret a fargli compagnia, questa volta. Di tutti i romanzi di Maigret, quello in assoluto che ho amato di più.

E’ ora di ripartire. Destinazione Londra. A Canary Wharf. Tra banche e giornali, cercando, qua e là esiste ancora, lo spirito dei Docklands. Che io sono una donna d’acqua, sia essa di mare o di fiume. Potrei leggere zia Agatha. O il grande Conan Doyle. Ma anche P.D. James. E invece il lettore si apre su

Colin Dexter – Ultima corsa per Woodstock Coltissimo, come il suo autore, arriva direttamente da Oxford. E’ un appassionato enigmista. E’ un uomo solo, sebbene in fondo sempre in cerca di una donna (ma non di una compagna). Ama la bottigilia. Come John Rebus. Risolve misteri complessi, perchè conosce l’animo umano, e sa di quali abiezioni sia capace. E’ l’ispettore Morse. Solo Morse. Se volete conoscere il suo nome di battesimo, eh, allora dovrete leggere i suoi libri, per conoscerne il mistero

Di nuovo in viaggio. Di nuovo sulla strada. Direzione Malmoe. Sono in un parco di Kaptensgatan (in onore di Kati). Nel cuore della Scania. L’estate qui comincia già a declinare. Apro il lettore, chiudo gli occhi e sono a Ystad

Henning Mankell – Assassino senza volto Kurt Wallander è come la Scania. Freddo, distante, in apparenza. Ma sotto, una profonda umanità. Uno dei libri più belli di Mankell. Che ci ricorda, en passant, che il male ci trova sempre.

Ultima tappa. Atene. Il caldo ti stacca la pelle. Se arrivi da Malmoe, anche di più. salto a pié pari l’ouzo, che detesto, e salgo al Licabetto. Rigorosamente a piedi. Vedo dall’alto, una città piegata dalla crisi e dai problemi. una città che non era sfavillante manco prima, figuriamoci adesso. I greci non sembrano mai felici. E quando parlano sembrano sempre arrabbiati. Poi scopri che sono gran persone. Mi siedo su una panchina. involtini di foglie di vite e un bicchiere di retsina, che si sotinano a spacciare per vino, ma insomma…

Apro l’e-reader, conscia che il viaggio sta per finire.

Petros Markaris – Prestiti scaduti L’indagine più triste del commissario Charitos. Nell’estate del 2010, tra ex-atleti rovinati dal doping, e un paese messo in ginocchio dalla crisi, l’ultimo dei disincantati cerca un filo che riporti alla legalità

Sul volo di ritorno. Torino Caselle. Aeroporto Sandro Pertini. Sul treno che mi riporta a casa, e che mi riconduce ai paesaggi di sempre, alla piana con le risaie, alle colline con le vigne, apro l’e-reader per l’ultima volta.

Fruttero&Lucentini – La donna della domenicaIn un turbinio di personaggi indimenticabili, l’indagine più bella del commissario Santamaria. La ‘ditta’ non tradisce mai. Non è solo la trama gialla. E’ il contorno: le indimentacibili sorelle Tabusso, nella loro casa in collina, raccontano della società torinese degli anni ’70 più di mille pamphlet.

Il viaggio è finito, o forse neppure mai cominciato. Buoni libri a tutti.

Questo post partecipa al venerdì del libro di homemademamma.

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11 pensieri su “On the bookshelf – In tour nell’Europa gialla

  1. Allora, mi piace tutto, tranne Vazquez Montalban, che, pur avendolo provato spesso, non riesco a digerire. E Fruttero e Lucentini mi piace molto a metà (l’ho anche recensito qualche anno fa da me).
    Petros Markaris non l’ho mai provato, proverrollo.

    • Di Vazquez Montalban, mi incanta tutto, e specialmente Charo, puttana più selettiva che seletta. Per quanto, il mistery è un mondo a sè. Mai finito un Montalbano per dire. L’uomo mai person un Montalbano, sempre per dire. Col mistery è istinto, sostanzialmente. Petros Markaris è notevole (imho)

  2. oggi faccio outing per la seconda volta, dopo le pagine: non riesco più a leggere gialli. mi annoiano. (ma credo di aver fatto l’errore del secolo quando ho accettato di leggere, su richiesta di amici, il codice da vinci – se giallo si può definire: un po’ come quando assaggi una roba schifosissima e stai ribaltato di stomaco una settimana, come se avessi fatto un’indigestione, e poi non riesci più ad avvicinarti a niente che a quel qualcosa somigli anche lontanamente.)

    • Il Codice da Vinci, una c@agata pazzesca. seconda solo a Angeli e Demoni e Crypto. Stante all’Uomo che dopo il primo s’è letto pure gli altri due, non so se per masochismo o per avanzare nella corsa a punti verso il paradiso.

  3. Pingback: Venerdi' del libro: aerei di carta |

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