E al centesimo catenaccio, alla sera mi sento uno straccio

Marcello Dell’Utri, da una settimana malcontata ospite delle patrie galere, annuncia lo sciopero della fame contro l’iniqua norma che gli consente di tenere in cella solo 2 libri.

A parte il fatto che mi sento di consigliargli, sommessamente, due letture, il Codice Penale e la Costituzione Italiana, potrebbe anche non avere torto, perchè mi pare una norma inutilmente vessatoria.

Dell?utri medesimo, però, pare dimenticare di essere un ex-senatore della Repubblica che, a lungo, attraverso il suo partito, ha avuto il coltello dalla parte del manico. E direi, che, quel manico, non l’ha adoperato per migliorare le condizioni di vita, francamente disagiate, della popolazione carceraria italiana.

Mi vien da soggiungere che, cotanta preoccupazione per i libri, avviene essendo il medesimo destinatario di una cella singola in un carcere non proprio pessimo come quello di Parma.

Avesse una cella da dividere in 6 a Regina Coeli, avrebbe ben altre preoccupazioni.

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12 pensieri su “E al centesimo catenaccio, alla sera mi sento uno straccio

  1. magari sbaglio… ma un pochino mi pare che si dimentichi che l’essere in prigione parrebbe dover rappresentare una punizione… credo… e penso che questo aspetto sia ultimamente sottovalutato. Ora, è ovvio che mi sembrano basilari condizioni umane di vita… ma insomma.. si può anche sopportare di avere solo due libri… è un pochino una tortura per chi ama leggere ma suvvia… le patrie galere di un tempo avevano ben altre torture…

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