Se un dubbio l’ abbia avuto poche volte oppure spesso

Interrompo un attimo la serie mundial, per una considerazione a margine.

In tutto questo tripudio di felicità per aver scoperto l’assassino di una ragazzina, c’è solo da augurarsi che il presunto colpevole, colpevole lo sia davvero.

Che, diversamente, avrebbero distrutto irreparabilmente la vita non solo del presunto colpevole, ma di tutti i suoi, ed è ovvio che non mi riferisco, solo, ai sospetti di colpevolezza.

Un po’ di riservatezza, un po’ di misura, sarebbero stati d’obbligo. Comunque. Almeno finché non si fosse stati certi aldilà di ogni ragionevole dubbio.

 

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12 pensieri su “Se un dubbio l’ abbia avuto poche volte oppure spesso

    • A me sembra di stare in un universo parallelo. Nel migliore dei casi, i suoi genitori o comunque sua madre e il padre che l’ha cresciuto con la convinzione di esserlo, colpevoli di nulla, sono stati gettati in pasto ai mezzi comunicazione senza alcun rispetto. senza contare la sua gemella. Per me siamo alla follia. Sarebbe discutibile perfino se fosse colpevole. Hai trovato il colpevole. Come, a volte, può non essere necessario spiegarlo del tutto

      • D’accordissimo anch’io, è quello che ho pensato, tutto questo farsi belli dei risultati e il perché e il percome. E quel pover’uomo, cornuto e mazziato, oltre al dolore la beffa.

      • Sai cos’è, Pens, è che non c’è più nessuno che prima di far le cose pensa ‘come mi sentirei, io?’. Io uno schifo, per dire. Voi immagino, anche. Ormai c’è questo bisogno viscerale del sapere tutto. Sarebbe una cosa grave anche se fosse stato veramente lui. Ma se fosse l’ennesimo, ‘oh, scusate, ci siamo sbagliati’ sarebbe una tragedia immane. E non una tragedia nella tragedia. una tragedia immane direttamente per conto suo.

  1. concordo pienamente anch’io. poi non tollero più anche come superficialmente si associno lo pseudonimo di mostro a quello di padre di famiglia o di delitto efferato a quello di famiglia felice. ma quanta distanza passa da quello che si può sapere di una persona da un profilo facebook o dalle parole di un vicino di casa alla verità di vite e situazioni tormentate e drammatiche? non ce ne frega più niente di capire? ma che modo è di fare informazione…boh! scusa lo sfogo ma mi sembra che si voglia sempre e solo la notizia senza preoccuparsi delle ripercussioni che può creare la modalità con cui la si dà.

  2. La penso esattamente come te,
    Penso alle sue bimbe.
    Una ragazzina innocente é stata ammazzata, ma alle sue figlie non aspetta certo una sorte migliore.
    Gli unici che in tutti questi giorni non si affannano a sputar sentenze son proprio i genitori della ragazzina .
    E speriamo davvero che SIA lui.

    • Ti dirò. A me chi fa più pena è il padre. In 24 ore ti asfaltano una vita, e già sarebbe surissima se lo sapessi solo tu. Ma l’hai scoperto in contemporanea a tutta Italia, con nome, cognome e le immagini della facciata di casa tua servite all’ora di cena a qualche milione di italiani. Le sue bimbe. Se è innocente, ne avranno un sempiterno trauma. Se è colpevole, la realtà non sarà modificabile. Non lo sarebbe stata comunque. Scoprire che quello che hai sempre chiamato nonno, non è tuo nonno, è, al più, un trauma nel trauma, ma non il centro del problema.

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