1998

Ho 24 anni, sto terminando la tesi di laurea in Economia, lavoro già da un anno presso il Dipartimento dell’Università. Mi prospettano la possibilità di un dottorato. Io mi guardo dentro. Poi guardo fuori. Poi mi riguardo dentro e decido che ci penso, che non son mica sicura di voler far quello per tutta la vita. Nel frattempo mi sono innamorata e disamorata, piangendo, nel mezzo, molte delle mie lacrime. E, con una sindrome post-traumatica da manuale, mi muovo nel mondo e combino dei casini (sentimentali) altrettanto da manuale, per i quali nutro ancora qualche senso di colpa. Scopro inoltre che per essere popolari non è strettamente necessario essere gnocche o darla via come il pane. Basta sembrare del tutto indifferenti. Se poi lo sei sul serio, il successo è garantito.

Il 21 gennaio Giovanni Paolo II va in visita pastorale a Cuba. E’ storico, comunque la si pensi, l’incontro con Fidel Castro, che per l’occasione non indossa la divisa ma un assai sobrio doppiopetto.

Il 3 febbraio, in Val di Fiemme, dei Top Gun americani si esercitano pensando di trovarsi in un fottuto videogame. Il risultato sono i cavi tranciati della funivia del Cermis. 20 i morti. Risparmiandoci i dettagli del processo, che viene comunque condotto, in ossequio agli accordi NATO, dal paese di provenienza degli imputati (gli USA, nel caso), i Top Gun ne escono con un danno finanziario, ma sostanzialmente a piede libero. A ricordarci sempiternamente la nostra subalternità ed il nostro ruolo di colonia.

Il 31 marzo, Notte degli Oscar, Titanic di James Cameron si aggiudica undici statuette. E’ una sorta di follia collettiva, con gente che si vanta di averlo visto undici/dodici volte consecutivamente. Invece di fargli un TSO, li intervistano in tv, con buona pace di tutti. Contribuirà al definitivo lancio di Leonardo di Caprio, che, invece, darà grandi prove di sé al fianco di Martin Scorsese.

Il 15 aprile muore a 73 anni, ostaggio di quelli che un tempo furono i suoi seguaci, uno dei più feroci dittatori della storia dell’uomo, Pol Pot, il leader dei khmer rossi. L’uomo che fece della Cambogia un immenso lager a cielo aperto. Conobbi tempo fa un uomo che riuscì a fuggire, ma non a dimenticare e men che meno a perdonare. E’ una cosa che non si può capire, che non si può metabolizzare, manco se te la raccontano. Per avere un’idea delle proporzioni, parliamo di oltre un milione di morti su 4 milioni di abitanti. Il 25% di un popolo sterminato in nome di un’ideologia.

Il 1° maggio a Bruxelles, l’Ecofin si riunisce per approvare la lista dei Paesi ammessi all’Euro. 15 anni dopo, ci faranno vedere i sorci.

Il 10 giugno, in Francia, prende il via il Mondiale. Noi siam già contenti di non dover puntare la sveglia per vedere le partite, che la gente, a volte si accontenta di poco.

L’Italia, vice-campione del mondo uscente, si è liberata di Arrigo sacchi dopo un Europeo, quello del 1996 che, scevro del culo del Mondiale, ha finalmente reso noto che il Re è nudo.

Il c.t. è Cesare Maldini, che si è fatto tutta la trafila della FIGC e, come da tradizione, è il c.t. uscente dell’Under 21. E’ un signore vagamente balbuziente, con un taglio di capelli opinabile e un colore (sempre di capelli) che una volta voleva essere, probabilmente, mogano, ma ormai è virato su un imbarazzante melanzana.

Ci classifichiamo primi nel girone, ed è una Nazionale decorosa. Migliore, comunque di quella di Sacchi.

Negli ottavi incontriamo la Norvegia. in una partita senza particolari acuti, chiudiamo la pratica ad inizio partita, con un gol di un ottimo (in quel Mondiale) Vieri.

Nei quarti incontriamo i padroni di casa francesi. Noi abbiamo una squadra discreta. Equilibrata anche. Ma i francesi, in termini di individualità sono molto più forti. L’errore di Maldini è cedere alle pressioni e schierare un Del Piero oggettivamente fuori forma in luogo di un Roberto Baggio che ha, fin lì, ben figurato. Comunque anche quando farà il cambio tra i due, non cambierà granché. Ci difendiamo con onore, e si arriva ai rigori sullo 0-0. La maledizione di Pasadena è ancora lì. E andiamo a casa anche questa volta.

La Francia continua la sua corsa, e in semifinale incontra e supera una sin lì ottima Croazia. Si avvia alla finale con il Brasile. Il Brasile delle meraviglie. Che il Brasile non è solo il planetario Ronaldo. E’ anche Cafù, Aldair, Roberto Carlos, Rivaldo, Dunga, Edmundo, Leonardo. Senz’altro la squadra più forte del mondiale. Probabilmente, dopo quello di Pelé e quello dell’82, il più forte Brasile di sempre. Nella notte, l’imprevisto. Ronaldo, il fenomeno, la stella polare, il giocatore più famoso al mondo ha un malore. Ricovero lampo in ospedale. Dimissioni ancor più lampo. La sera della finale è in campo. Il fantasma di se stesso. E non sto parlando del giocatore. Parlo proprio della persona. Stendendo non un pietoso velo, ma una spessa trapunta, su chi ha deciso di mandarlo in campo e su chi ha permesso che ciò accadesse. La Francia stravince, 3-0, contro un Brasile sotto choc.

Io continuo a lavorare presso il Dipartimento, e decido di dover decidere. Che mica sempre è cosa facile, mica sempre è la cosa giusta.

Il 2 agosto, Pantani fa il bis e dopo il Giro d’Italia vince pure il Tour de France. So cosa state pensando. Perchè l’apoteosi di un dopato? Perchè in quell’ambiente, chi più chi meno s’aiutano tutti con tutto, il tempo e la cronaca ce l’hanno dimostrato. Poi qualcuno ha deciso che Marco Pantani doveva pagare. E ha pagato. Tutto. Anche colpe non solo sue.

Il 27 settembre Larry Page e Sergej Brin fondano Google. Cambiando per sempre le nostre e loro vite. Una volta se non sapevi una cosa, rompevi i maroni a tutti i discendenti ed ascendenti fino al 60° grado, e se nessuno lo sapeva, ti tenevi il dubbio. Adesso metti una mano in tasca o in borsa, smanetti il tuo smartphone,digiti la questione nel campo ricerca e ti fai financo i cazzi di un aborigeno australiano.

Il 13 novembre, il leader del PKK, Abdullah Ocalan, ricercato dalla polizia turca, sbarca in Italia. Lascerà, tra mille polemiche, l’Italia dopo un mese, si rifugerà in Kenia e verrà catturato dai servizi segreti turchi, come da accordi. Noi rimediamo l’ennesima figura di merda di un’onorata carriera internazionale.

Io decido che non voglio tentare di fare il ricercatore e men che meno intendo presentarmi all’esame per il dottorato. E giro per l’ennesima volta la ruota della mia esistenza.

Il 31 dicembre, vengono fissati i tassi fissi irrevocabili di conversione all’Euro di 11 valute europee. Nello specifico, con 1936.27 lire ottieni in omaggio un euro. Noi stiamo festeggiando, siamo un po’ brilli, e ci fidiamo del fatto che quelli che abbiamo delegato ad occuparsi di cotante cose siano in grado di assolvere al compito. Scopriremo, amaramente, di esserci clamorosamente sbagliati.

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14 pensieri su “1998

  1. Nel ’98 ero impegnata a partorire e poi svezzare un piccolo paffutello principino che diventerà un ossuto Estraneo sedici anni dopo.
    E se nei mondiali di Spagna il mio cuore batteva per Cabrini, da allora la mia indifferenza per questo sport diventa sempre piú tangibile.
    🙂

  2. Giuro che non mi voglio ingarellare ma indovina che facevo il giorno dei quarti di finale in uno sperduto paesino della maremma nel bar della piazza a cinquanta gradi all’ombra in lungo e coi tacchi? La testimone di nozze e insieme alla sposa a al condottiero di giocava a flipper aspettando che finisse quella cazzo di partita.

    • No, non sfigurò, ma proprio per niente. Manco nel discorso. Ma Fidel, nelle occasioni che contavano fu sempre molto signorile, diversamente da Chavez, che aveva comunque la si voglia vedere modi più da Caudillo. zidane, un grande. Ah, però, sapere quel che gli disse Materazzi quella sera. Non peraltro, ma perchè doveva essere la verità. Se no non gli ammollava la capocciata

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