1994

Ho vent’anni. Ho già votato per la prima volta. Ho preso la patente. Fumo un po’. Bevo superalcolici (ogni tanto, eh). Vivo sola a Milano. Anzi non sola, ma con le sisters. Due sorelle che diventeranno anche sorelle mie.

Ho terminato il liceo l’anno prima. Tutti mi consigliano di continuare sul percorso umanistico. Qualcuno si spinge a consigliarmi di approfondire un supposto talento naturale per le lingue straniere (vive o morte che siano)

Io spariglio le carte, e mi iscrivo a Economia. Tutti ridono. Non ho mai visto la partita doppia, in matematica sono al massimo mediocre, ho lo spirito pratico della Fata Smemorina.

il 1° gennaio in Chiapas, Messico, gli indios nella notte insorgono, assediando alcuni centri abitati. L’assedio dura un solo giorno, ed ha, come scopo primario, leggere pubblicamente la prima dichiarazione della Selva Lacandona, in cui denunciano le loro atroci condizioi di vita. Nasce la leggenda del Sub-Comandante Marcos. E non si ringrazierà mai a sufficienza ammennicolidipensiero per questo post.

Il 12 febbraio si aprono a Lillehammer i XVII Giochi Olimpici Invernali. Per l’Italia è record. Quarti nel medagliere. Indimenticabili Manuela Di Centa, nel fondo, a medaglia in cinque competizioni su cinque, con due ori, due argenti e un bronzo. Da leggenda il quartetto maschile formato da De Zolt, Albarello, Vanzetta e Fauner, nella 4×10 Km di fondo, batte allo sprint i favoritissimi padroni di casa norvegesi, davanti a 100.000 spettatori ammutoliti per lo stupore (però che fair play, gente mia). Alberto Tomba coglie uno degli ultimi grandi allori (argente nello slalom speciale), mentre Armin Zoeggeler vince un bronzo nello slittino ed inizia un percorso che diventerà leggenda (5 medaglie in 5 diverse Olimpiadi, una storia lunga 20 anni). Di quel paesino norvegese, ricorderemo per sempre (noi appassionati) l’atmosfera da paese delle fate e degli elfi. Per me sarà l’ultima olimpiade invernale davvero goduta. Poi comincerò a lavorare e buona notte ai suonatori.

Nel frattempo si chiude il primo semestre con la sessione di esami. Nello stupore generale ne passo tre su tre.

il 27-28 marzo si vota per le elezioni politiche. Tangentopoli ha travolto i Partiti tradizionali, ed Achille Occhetto, l’unico forse salvatosi, al capo di uno schieramento progressista, da lui definito una gioiosa macchina da guerra, viene sconfitto da uno schieramento di centro-destra guidato da Silvio Berlusconi, proprietario delle tre reti televisive Mediaset, del Giornale (diretto da Montanelli), di Mondadori, palazzinaro cui si devono Milano Due e Milano Tre. Passato il primo scoramento, ci scappa da ridere. A farci piangere ci penserà lui, con pervicace impegno, per i successivi vent’anni.

A San Marino, tra il 30 aprile e il 1° maggio, si consuma una mattanza di piloti di Formula 1. Il 30 aprile, durante le qualidiche, muore un giovane pilota austriaco, Roland Ratzenberger. Il giorno seguente, durante un Gran Premio che, anche solo per rispetto, sarebbe stato opportuno sospendere, nella curva del Tamburello, al brasiliano Ayrton Senna, in quel momento il mito della Formula 1, cede d’improvviso il piantone dello sterzo della sua Williams. Si schianta a folle velocità contro un muretto. Morirà qualche ora più tardi all’ospedale di Bologna.

Il 17 giugno si aprono negli USA i Mondiali di Calcio. La scelta del paese ospitante avviene in base ad una precisa strategia di marketing. Rendere popolare il soccer in un paese che preferisce di gran lunga il baseball ed il football americano.

La FIGC con un colpo di genio valuta che siccome il Milan (di Berlusconi) ha vinto tutto con Arrigo Sacchi a guidarlo, allora la Nazionale vincerà tutto con Arrigo Sacchi alla guida.

Partiamo gloriosamente, finendo terzi in un girone piuttosto semplice, e venendo ripescati come una delle migliori terze.

Ci sono tutti i presupposti per bissare Messico ’86 e concludere in fretta questa tortura.

E invece no. Perchè Sacchi ha una cosa che Bearzot non ebbe. Il culo di Sacchi. Il lato B del romagnolo diventa un tormentone nazionale. Agli ottavi ce la vediamo con la Nigeria, che ha, meritatamente, vinto il suo girone, e che è molto accreditata. Io sono a Milano. Tappata in casa. Sto studiando Diritto Pubblico. E il termometro segna 38. I gradi del bilocale. Al 26′ del primo tempo passano in vantaggio i Nigeriani. E’ la partita più brutta, inutile ed ansiante della storia dell’uomo. Oltretutto sono sola, e mi conforta solo mio padre. Ciclicamente, via cavo. Che a Milano il 5 luglio di universitari non ce ne sono praticamente più. Ad un certo punto mi sfrango i maroni e guardo Cuore Selvaggio. Juan del Diablo è pur sempre meglio di quella compassione. Ad un certo punto, un urlo squarcia la notte, la canicola e l’immobile aria milanese. Roberto Baggio, all’88’ insacca e ci tira giù dall’aereo. Concludera la sua mission al 102′ dei supplementari mettendo dentro anche un rigore.

A suon di orride partite e di golletti che più in zona Cesarininon si può, il culo di Sacchi e i piedi di Baggio ci portano in finale.

Il 17 luglio a Pasadena va in onda Italia-Brasile. La finale dei mondiali più pallosa della storia dell’uomo. Finisce 0-0 dopo i tempi supplementari. Noi giochiamo male. I Brasiliani pure. Vinceranno loro. Ai rigori. Io, non sono neppure dispiaciuta. Il culo di sacchi non meritava di farci diventare quattro volte campioni del mondo.

L’esame di diritto pubblico è stato un trionfo, e chiudo la sessione estiva con uno score accettabile

Ad agosto fa caldo. e io compio gli anni. Null’altro da segnalare

Il 26 settembre in India un epidemia di peste polmonare miete centinaia di vittime. Qualcuno va con la mente ai monatti, mentre la maggioranza pensa ‘echissene, tanto l’India è lontana’

Il 1° novembre Pietro Pacciani viene condannato all’ergastolo per 7 degli 8 omicidi attribuiti al mostro di Firenze. Pacciani finisce nel posto che gli competerebbe a prescindere (la galera) ma che il mostro di Firenze sia lui, non ci crede nessuno, a parte la magistratura che vive in un pianeta a parte

L’11 dicembre inizia l’intervento militare russo in Cecenia. Scoprirò anni dopo, che Grozny, in russo, vuol dire la terribile, e che da sempre, nell’URSS circolasse la leggenda che Dio creò la terra, e poi fece l’uomo. Ed infine i popoli. Poi, quelli che gli avanzavano li buttò tutti in Cecenia. Come sia, inizia la storia di un massacro perpetrato da un paese potente contro una repubblica da due soldi. Il che significa che, alle solite, non fregherà niente a nessuno

Il 20 dicembre, in Giappone, davanti a quasi 100.000 persone si esibisce per l’ultima volta dal vivo Frank Sinatra, the Voice.

Fly me to the moon,

and let me play among the stars

let me see what spring is like Jupiter and Mars

In other words, hold my hands

In other words, baby kiss me

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15 pensieri su “1994

      • son stati concomitanti, tornati dal viaggio di nozze non potei tornare al lavoro perchè il ponte era chiuso e l’autostrada ingolfata di auto che passavano tutte di lì…una tragedia quasi annunciata purtroppo e che non ha insegnato niente

  1. ah!!! l’anno più bello della mia vita. è nata mia figlia che giungeva a coronare una vita perfetta, un grande amore, un matrimonio perfetto da cinque anni, una intesa famigliare splendida successo sul lavoro dle marito. E i mondiali visti col pancione ogni volta a casa di amici…. eh….

  2. Io sogno, alla vigilia della finale, che finisce ai rigori che vengono tirati dentro l’armadio di mia nonna. L’ultimo tocca al mio amico Simone che lo sbaglia. Lo racconto a Hogwarts, dove vediamo la partita tutti insieme, e tutti ridono. Poi, mi daranno della strega. L’Italia di Sacchi è stata l’unica per la quale sono andata vicino al tifare contro.
    Ah, come la Pellona, ma saltando il First, prendo un esemplare Proficiency anche io.

  3. e poi ilaria alpi e miran hrovatin (già lo leggesti, lo riporto a onor di memoria: http://discutibili.com/2014/03/20/ventanni-dopo-al-punto-di-partenza/). a chiunque consiglio il libro di cui parlo nel post, “1994. L’anno che ha cambiato l’Italia”

    per me il 1994 fu un anno magnifico e delirante. successe il mondo.
    è quello in cui ho lasciato ingegneria,a cui mi ero iscritto e che avevo frequentato per parte del primo anno di università per iscrivermi a biologia: il momento in cui ho messo una seria ipoteca al mio futuro di ricercatore precario, proprio pochi mesi prima che quella mente criminale di dini devastasse l’italia con la sua cazzo di riforma previdenziale (ma questo è altra storia, è il 1995).
    il 15 marzo 1994 è il mio primo, magnifico, primo di tanti che seguiranno, concerto di guccini.
    nel 1994 mi butto in una serie di cose folli, tipo un digiuno a staffetta in piazza per venti giorni in sostegno dei “venti di pace”, venti parlamentari che digiunarono ad limitum perché nella finanziaria di allora venissero tagliati almeno 5 degli allora 26mila miliardi destinati al minitero della difesa. oppure mi butto in cose folli che hanno accompagnato i miei anni a seguire, tipo questa: http://www.bilancidigiustizia.it
    trasmetto in radio. esperienza splendida.
    la mia prima storia importante con una ragazza (con cui, per altro, vidi quella finale).
    passo un anno a frequentare un ospedale psichiatrico e scopro un mondo di follia dalla parte sbagliata del cancello.
    e poi mi fermo perché andrei avanti per ore con quell’anno, ma il blog è tuo, ecco, sennò mi sbatti fuori a pedate 😛

    ah, dimenticavo: grazie per il grazie, ma il vero grazie va al subcomandante – anzi, al popolo della selva lacandona.

  4. Pellona, abbiamo come comun denominatore un’adolescenza (e una tarda adolescenza) piuttosto leopardiane. Peraltro, sospetto che tutta la nostra efficienza nello studio dipendesse dal fatto che, almeno io, avevo la vita sociale di un criceto.

  5. E Ilarie e Miran, verissimo. E come diceva Agri, più su, un’alluvione cattiva, che spazza persone e cose. E Guccini, che quell’anno suona anche in piccola città, e ci vado anch’io. E puoi scriver quanto vuoi, che, va da sé, non ti caccio

  6. nel 1994 ho un fidanzato, ufficiale, ho 24 anni e tutti i suo parenti si aspettano che decida una data. non decido un bel niente, dichiaro al mondo che “mio papà non vuole, sono troppo giovane” e l’Orso mi tiene il gioco. quando tre anni dopo lo mollerò, sfinata dalla gelosia e dal fatto di non potere avere più una vita, l’Orso, in segreto, stapperà una bottiglia.
    ricordo quella finale, che ho dovuto guardare per forza, come una delusione personale enorme: ma come? sono obbligata a guardare ‘sti undici imbranati che rincorrono una palla e questi perdono pure???? avrei preferito andare al chiosco a mangiare cocomera…

    • I fidanzati dei 24 anni sono i peggiori che a memoria possa ricordare. E’ l’età. dopo diventi più selettiva e scegli con più raziocinio. Grande Orso che ti tenne il gioco, con poco sforzo, credo, dato che stappò una bottiglia, ancorchè in segreto. La sera della finale la cocomera l’avrei tirata in testa a tutti e 22 + allenatori e panchinari. Che gli impegni si onorano e quella partita fu tra le più brutte che lumanità ricordi.

  7. E’ l’anno in cui pubblico il mio lavoro più importante in un settore di fisica delle alte energie che sarà di punta per i successivi vent’anni, e intanto comincio a capire che ci sono cose sotto il cielo che non si conciliano, e non si può avere tutto dalla vita. I mondiali, comunque, continuo a non seguirli. Al contrario di questa serie di post, che ieri sera ho cominciato a leggere a voce alta al mio fidanzato di allora…

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