E sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re

Post inutilmente cazzaro. Gossipparo come la portinaia che sono. E dico portinaia scientemente giacché, assicuro, tutte quelle conosciute in un decennio di vita milanese, una tazza di cazzi propri, a colazione, mai.

Che poi, come dicevo, io non mi sento manco in colpa. Vagamente cogliona, forse sì. Ma suvvia, son sempre io, quella che fece outing ammettendo la visione di Chi l’ha visto (Quarto grado, per la cronaca, no, ma solo perchè mi sta sulle palle la Palombelli).

Gossip, dicevo. Si separa la Marini. La Valeriona nazionale. Una che a me, sinceramente, sta anche simpatica. Con quell’aria tra il naif e lo svampito, che pensi: è scema. E invece no. Valeriona nostra tutto men che scema. Che con quella compagnia di giro non resti sulla breccia tutti questi anni se sei scema.

Eppure, dicevo, a me sta pure simpatica. Le riconobbi un certo spessore umano, nella vicenda Cecchi Gori, per dire. Non sarà un fenomeno, ma mostrò una levatura che nell’ambiente è merce (abbastanza) rara.

Comunque. A quaranta e spingi, la nostra eroina, sin lì refrattaria alle nozze, decide di sposarsi con un carrozzone da prima pagina con un tal Cottone Giovanni. Imprenditore, depositario del marchio Lambretta. Ex socio di Paolo Berlusconi. Uno che se vai a leggere la sua storia, diciamocelo francamente, non è il principe azzurro delle fiabe. Diciamo che ha avuto qualche traversia. E un’ex moglie che ordisce il tuo sequestro, non fa di te uno dei dieci uomini più amati dell’anno.

Però l’amore è cieco. Ammettiamolo. Chi di noi non è mai stata fidanzata con una testa di cazzo. Ho amiche che ne hanno messe insieme quantità che consentirebbero di compilare una lista elettorale per le europee, facendo pure una cernita. Certo, il primo aspetto, è che una testa di cazzo non necessariamente è stato socio di Paolo B. (frodandolo, pure, pare). Per dire, per me questa sarebbe un’aggravante peggio dell’ex moglie coon tendenze malavitose, ma vabbé.

Comunque, la Marini decide, dopo meno di un anno dalle nozze, di non poterne più dell’amoruccio suo bello. Che, in maniera del tutto inaspettata, pare essersi rivelato uno stracciamaroni della peggior specie. Che le avrebbe nascosto qualche problemuccio finanziario di un certo spessore (e son cose che, battute a parte, farebbero girare le balle a chiunque), che è geloso come una scimmia, che tratta male la suocera e pure il cognato. La nostra eroina non se ne capacita, essendo questi (il fratello dico) ‘un commercialista’. Verrebbe da chiedere alla signora se, nel caso in cui il di lei fratello avesse fatto, per dire, lo strambino, il consorte avrebbe avuto il diritto di pigliarlo a calci in culo, ma non sottilizziamo.

Insomma, una mattina si sfrange definitivamente le balle (e che abbia ragione, non mi sento di negarlo) e si ribalta nello studio della Bernardini de Pace (uno che secondo me, a Raoul Bova, ha fatto, silenziosamente, cagare sangue). Devono aver deciso (chi delle due non so, ma sospetto la bionda Jessica Rabbit de noantri) che la soluzione ottimale sia chiedere l’annullamento della Sacra Rota.

Per ottener la quale, hai due possibilità, oltre, ovviamente, al pagare il giusto. Essere entrambi d’accordo (e concertare, quindi una balla dignitosa o almeno accettabile). O andare avanti da soli, lanciando un’accusa possibilmente incontrovertibile. E quale accusa lancia la donna che duellò in capacità recitative con un’anguilla in ‘Bambola’, il film in assoluto più inguardabile del peraltro compianto Bigas Luna? Che il matrimonio non è stato consumato.

Ora. Certe accuse le puoi lanciare se sei ancora virgo intacta. Che, per carità, magari è proprio la fattispecie. Diversamente, mi sembra un po’ una di quelle situazioni la tua parola contro la mia, e la nostra contro quella del vicino. A meno che non sia in grado di dimostrare che a quello, ormai, più manco col cric da temporibus illis. Nel qualcaso, però, cocca, se te lo sei sposato, un motivo, quale che fosse ci sarà pure, e i presupposti non so se esistano. Nel frattempo, sei riuscita a rimediare una figura di merda, planetaria.

S’attendono i memoriali degli ex-nubendi che io, nel frattempo, sto già tostando i pop-corn. Chiedendomi però. Ma questa gente, con tutti i soldi che ha, non può prezzolare qualcuno che gli dia non dico consigli intelligenti (che è difficile), ma almeno due dritte per non infilarsi in casini peggiori di quelli da cui provieni?

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14 thoughts on “E sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re

  1. Cara…tu prepara i pop-corn che io porto la boccia da cinque litri di bibita gassata….son due giorni che mi son messa a seguire su Twitter la Selvaggia Lucarelli, oh meraviglia é tutto un parlare e prendere per i fondelli.
    Dirò di piú anche a me la Valeria fa simpatia, mi si è fatta strada nella testa che l’idea del non “consommé” parta dalla data delle nozze ed inoltre mi sembra una dichiarazione talmente assurda da poter esser quasi vera.

    1. Apprezzo la boccia da 5, tanto per cominciare. Che coi pop-corn ci va che è un piacere… Io ne ho seguito qualche brandello su dagospia, di cui parlerò in un post prossimo venturo. E che seguo più volte al giorno per ragioni che, invero, han poco a che vedere col gossip… A me Valeriona fa simpatia. Con quegli occhi sempre perennemente stupiti. Della madre ricordo qualche brandello sull’isola. E non mi pareva ‘pan da far ostie’. Ciò premesso, onestamente, il sospetto che fosse vero l’ho avuto anch’io. Però, è una cosa talmente indimostrabile che ne esci meglio a inventarne una, magari falsa, ma plausibile.

      1. Eheh forse é questo il suo “bello” te la ricordi la sua trasmissione “Essere Valeria” sulla scia della Kim Kardashian de noantri? Ahahah il prete che arrivava per Pasqua a benedire la casa e lei che lo accoglie e prega in mini vestaglia…fantastica! 😀

  2. Già e il Pd trovarsi qualcuno che gli gestisca la comunicazione che non abbia la stessa capacità empatica di Magdi Allam ?ci sono misteri destinati a rimanere tali.

  3. Allora, intervenendo sul contorno, diciamo subito che i 5 litri devono essere:
    a) di birra
    b) di bianco ghiacciato rigorosamente fermo (e buono)
    c) di rosso che almeno IGP
    d) di campari e gin

    Poi si inizia a ragionare, e possiamo dire che concordiamo con te (pur senza seguire la vicenda con troppa partecipazione, lo confesso).

    1. Allora, restando sul contorno, se la boccia ha da essere alcolica, allora propongo: friciulin verdi, parmigiano a pezzetti, una muletta (non troppo agliata) affettata un po’ grossolanamente, bruschette aglio, olio extravergine siciliano, e pomodori pachino, tagliere di formaggi misti. Se temete difficoltà nella digestione, no worry, con una boccia da cinque di barbera d’asti va giù tutto che è un piacere. Ok anche per un buon Arneis, e per il campari e il gin. Per chi vuole birra, ma non per me che mi causa scompensi idraulici…

  4. A me la “ragazza” purtroppo simpatia non la fa… ma vabbè… si è sposata alla sua età e poteva fare meno casino evvabbè… ma che anche per separarsi quando nemmeno una persona normale ha finito di pagare il matrimonio…. e allora….. un pochino più in silenzio grazie.
    Ma se decidete… il campari e gin lo condivido pienamente e se insieme ai pop corn ci fosse qualche patatina mi apposto anche io sul divano con aria da gossippara…

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