E’ la stampa, bellezza

Che l’informazione, stampata, digitale, televisiva che sia, segua dei filoni, e li sfrutti fino ad esaurimento, è un dato di fatto che non meriterebbe neppure un post.

Ci sono periodi in cui i cani mozzicano, altri in cui non passa sera in cui non vi sia una donna stuprata, altri ancora, possibilmente sotto le feste, raccontano storie strazianti, ciclicamente hanno un certo seguito i padri divorziati.

Da un paio di settimane, il must son le baby squillo. Che ci assediano da ogni dove. Con quintalate di moralismo da far venire su non solo i confetti della prima Comunione, ma anche quelli del Battesimo.

E’ un fatto orribile. Per carità di Dio. Però dimostra la morale variabile che alberga in questo Paese.

Le figlie nostre, se si prostituiscono, son ragazzine dall’infanzia rubata, condizionate dalla famiglia, dagli amori sbagliati, da una società consumista.

Le ragazzine albanesi, rumene, moldave, africane che invece passeggiano sulle statali, anche a quindici anni, son solo troie. Per queste povere criste, che peraltro se la passano visibilmente peggio delle autoctone nella stragrande maggioranza dei casi, nemmeno una lacrimuccia di sguincio.

Senza contare che queste ragazzine, indipendentemente dalla nazionalità, si offrono ad un mondo che, apriamo gli occhi, è quello dei nostri colleghi d’ufficio, dei nostri amici, qualche volta, inutile girarci attorno, dei nostri mariti, dei nostri fratelli, dei nostri padri.

Che detto così fa un po’ più schifo, neh? Eh, lo so. E questo stato (volutamente minuscolo, visto che minuscolo è), che sostiene e protegge i fruitori di turismo sessuale, come lo assolviamo? Ma nessuno mai ha deciso di spulciare le liste dei cinquantenni (e oltre, purtroppo, molto oltre) single che vanno in Thailandia, in Brasile, a Cuba (le mete più gettonate, sennò vi menziono l’atlante completo)?

Da soli? Senza nessuna apparente ragione? Ah, gli piace il panorama? Cazzo, non lo avevo considerato. O meglio, supponevo che si trattasse di ben altro panorama, quello delle minorenni. A volte molto, troppo minorenni.

D’altronde che pretendo da un Paese che assolve politicamente un ultrasettantenne dedito al bunga bunga e ad ottenere i favori sessuali di una ragazzina minorenne. E al primo che mi dice che la Ruby è un puttanone rispondo che è pur vero, ma solo nel momento in cui puttanone è anche la sedicenne italica, figlia del vicino di casa. Altrimenti ha diritto pure lei, come le altre ragazine venute da altrove, ad essere semplicemente quello. Una ragazzina dall’adolescenza rubata.

Volutamente m’astengo dal giudizio sulle madri-tenutarie, perchè se no oltrepasso i confini del codice penale.

 

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4 pensieri su “E’ la stampa, bellezza

  1. Huellà..benvenuta nel mondo…fatti coraggio sarai bollata come “talebana”….ma poi non ti ha fatto un po’ inorridire la frase “..pensavo spacciasse”, ma secondo te è meno grave spacciare che battere?
    e al turismo sessuale vogliamo aggiungere la Romania degli anni 70/80 quando con un paio di calze di seta i puttanieri nostrani andavano a sentirsi dei machi?

    • Cris, ho il sospetto che lo spaccio sia considerato un’attività imprenditoriale… Quanto al resto, non ti dico i commenti delle rumene, delle ceche, delle polacche che conosco per lavoro, quando parlano del maschio italico nei gloriosi 70/80. Ah, per la cronaca, alcuni di quei commenti sfatano di parecchio certe nomee di potenza e certe vanterie. Va detto, però, che per quel che narrano (e data l’età di chi ne parla) il maschio italico di quegli anni si rivolgeva ad una platea maggiorenne, sebbene prezzolata

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