Tutti morimmo a stento

E’ un post che avrei voluto (e dovuto) scrivere giorni fa, poi ho preferito meditarci su, un attimo ancora. Senza cambiare idea, peraltro.

Giovedì scorso, alla lettura della sentenza sul caso Cucchi, ho pensato che giustizia era fatta, ma solo in parte.

I medici hanno operato in maniera indegna ed inqualificabile. Al di sotto di qualunque standard.

Non è che perchè un paziente è un tossico, rompicoglioni e cagacazzo, lo puoi lasciar crepare sbattendotene amenamente. Il tuo lavoro è salvargli la pelle. Anche se è un tossico, rompicoglioni e cagacazzo, con cui, in altri momenti, non andresti certamente a bere una birra al pub all’angolo.

Ciò premesso, non è che le lesioni al Cucchi le abbiano procurate i medici. Con quelle, all’ospedale, ci è arrivato. Se non avesse avuto quelle lesioni all’ospedale non ci sarebbe finito, e non avrebbe incontrato quei medici sulla sua strada, tra l’altro.

Con ogni probabilità sarebbe ancora vivo. O magari sarebbe stato ucciso dalla sua tossicodipendenza. Ma non dall’incuria di chi avrebbe dovuto occuparsene, per contratto, se non per pietà umana.

Per cui, se la morte è il fine, e le mancate cure la causa intermedia, si può però asserire che le lesioni siano state la causa scatenante.

Ne consegue che qui si è punita la causa intermedia ma non quella scatenante, che equivale a dire che le lesioni se le è procurate da se medesimo. Il che è ridicolo, umanamente, logicamente e giuridicamente.

Aggiungo che se ne ha piene le palle di sentenze zoppe e claudicanti. O punisci o non punisci (assumendotene l’onere), ma ste cagate pilatesche, ce le risparmiassero.

 

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