L’amore ai tempi del colera

Questo è un post semiserio su un argomento che in altre occasioni mi sarebbe rimbalzato, ma che ieri sera ha indotto me e l’uomo a seria riflessione sulla realtà circostante. Dinanzi ad un tavolo assai poco riccamente imbandito (ché siamo a dieta, nella vana speranza che il mio sedere ritorni ad essere quello che era, e la sua pancia si mantenga quella che è, giacché, sebbene tuttora abbondante, un tempo era almeno il doppio).

Dicevo, che si commentava la faccenda di Franceschini che manda SMS elettorali in favore della sua compagna, candidata a Roma per il consiglio comunale.

E, clamorosamente, mi ritrovo a pensarla come la Santadeché, che già di per sè son cose che bloccano la digestione. Ora io e la Santanché in comune abbiamo, al massimo, una più che discreta tendenza al turpiloquio. Per il resto viaggiamo, umanamente e politicamente, su galassie assai distanti e a scarso rischio di intersezione.

Sarà che Grillo (e pure una certa percentuale di grillini) mi sta discretamente indigesto, che a me, sti Savonarola mediatici in generale fan sempre un po’ puzza, sarà che invecchio e mi rammollisco, ma io in questo SMS non ci ho visto nulla di male.

Qui stiamo parlando di uno che sarà pure ministro della Repubblica, ma che ha mandato un SMS agli amici, con su scritto Votantonio (nel suo caso, Michela), dal suo cellulare. Privato.

Ora, non mi pare che stiamo parlando di voto di scambio. Stiamo parlando di uno che chiedi voti per la di lui fidanzata come si farebbe noi pure con gli amici, nel caso. Peraltro, fossi il Franceschini, darei un’occhiata alla cerchia degli amici, perchè tra loro, qualche bella merda, c’è. Visto che gli SMS, per quel che so, non si pubblicano da soli.

Mi sembra che ci sia un clima da Crucifige nel quale non mi riconosco. Come in tutte le fine regime (e questa a suo modo lo è), quelli che fino a ieri osannavano, oggi si sono eretti a difensori della pubblica morale.

A me non sposta che Franceschini mandi un SMS per la sua compagna, ma che Silvio B. faccia accomodare Nicole Minetti al Consiglio Regionale Lombardo. Aggiungo, che la compagna del Franceschini, a quanto asseriscono le cronache fa politica non da ieri, e s’è fatta pure una discreta gavetta. Poi che il fidanzato possa aiutare, non si discute. Ma almeno sa da che parte è voltata. Della Minetti non si poteva dire lo stesso (o forse sì, ma riferendosi ad altri campi di attività).

Il fatto che la crisi picchi duro non implica necessariamente che ce la dobbiamo sempre prendere con qualcuno, e nella fattispecie, col politico di turno.

Che, per carità, di media ne ha fatte più di Bertoldo in guerra, ma che, ad un certo punto, credo abbia anche diritto ad un minimo di privato. Ad esprimersi attraverso comportamenti comuni, che, nello specifico, li riportano ad una normalità. Normalità dei sentimenti in questo caso.

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