Comica, spaventata guerriera

Da qualche giorno, dal mio posto di comando, in mezzo alla tempesta, mi scappa da ridere.

Mi sono arrovellata, ho passato notti insonni, ho lavorato al di là della logica, del buon senso e dell’umanamente sostenibile.

Poi, di colpo, un attimo prima di deprimermi, mi è scappato da ridere.

E ho pensato a mia nonna, vedova a quarant’anni con sette figli da crescere, nessun soldo e nessuna prospettiva, che ce l’ha fatta comunque.

Ho pensato alla mia bisnonna (che non era sua madre), che la mattina partoriva, e il pomeriggio andava a mondar riso (e non per modo di dire).

E poi mi son guardata, e ho deciso che tutta sta gente, con le loro lauree, i loro masters, le loro cazzate, le loro stanze dei bottoni dove si parla tanto e si decide un cazzo, m’hanno sinceramente sfranto le palle.

E ho deciso che come diceva Rossella O’Hara, unico, vero, grande filosofo contemporaneo: “Domani, è un altro giorno”

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